Un collo da cigno, un collo perfetto

fiorella
Chi non ricorda Audrey Hepburn in “Colazione da Tiffany”, con quel collo slanciato ed elegante: una vestale della bellezza. Dunque via foulard, lupetti e colli alti: mostriamo il collo.

L’estetica del collo è determinata da tre componenti: la pelle, il tessuto adiposo sottocutaneo e, più profondamente, il muscolo platisma (muscolo pellicciaio che si estende dal mento sino alle clavicole e che si evidenzia in “cordoni cervicali” se spingiamo energicamente in giù gli angoli della bocca). Con il passare del tempo, ciascuno di essi subisce delle variazioni. La pelle diventa rugosa ed anelastica, assumendo l’aspetto di pelle da pachiderma, mentre più marcate diventano le “collane di Venere” (pieghe orizzontali presenti sin dall’infanzia, che diventano poi antiestetiche in età matura). Il grasso sottocutaneo aumenta soprattutto sotto il mento o si deposita alternandosi alle pieghe orizzontali, da “omino Michelin”. Infine il platisma perde di tono, si assottiglia e si allunga, ed appaiono i “cordoni”. Il collo diventa vecchio, tozzo e stanco.

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Collo da cigno e decolletè sempre perfetto? Si può, ecco come

Sempre… “ritorno” dalle vacanze.

Ahimè, dopo il sole, oltre alla pelle del viso, anche il collo e décolleté sono improvvisamente invecchiati.
Guardiamoli da vicino.

Decolletè

Attraverso un abitino lingerie o una semplice camicia sbottonata, il decolletè mette in evidenza tutta la sensualità di un corpo.

Vorremmo che fosse tonico e levigato. Nella realtà spesso si presenta rovinato per la presenza di cute atrofica e anelastica, percorso da rughe, o da veri e propri solchi che partono dal solco intermammario per aprirsi a ventaglio verso l’alto. Anche la presenza di macchie e discromie lo rendono veramente poco sexy. Continua a leggere