Protesi mammaria: tutto quel che bisogna sapere

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Un seno sodo con cute elastica, piccolo o grande, è il sogno di qualsiasi donna.

Per aumentare il volume del seno, si inseriscono delle protesi, di cui esiste un’ampia varietà in commercio. Il ruolo del chirurgo è fondamentale nella scelta delle protesi, tenendo conto del seno preesistente, della forma del torace, dello spessore della pelle, dell’altezza e della figura della paziente, ecc. L’obiettivo è soddisfare le richieste della paziente, ma soprattutto realizzare un seno naturale e femminile.

La protesi mammaria è costituita da un involucro di silicone di consistenza morbida ed elastica. Il contenuto delle protesi può essere gel di silicone o soluzione fisiologica (acqua). Le prime alla palpazione hanno una consistenza simile alla ghiandola mammaria, invece le seconde hanno il difetto dello “sciacquio” dell’acqua, palpabile o addirittura udibile. Inoltre, nel tempo, si ha perdita parziale dell’acqua, provocando il fenomeno del wrinkling, cioé la comparsa di pieghe sulla superficie cutanea. A mio giudizio, le protesi che realizzano un seno più naturale sono quelle al gel di silicone, che è inoltre un materiale sicuro, biocompatibile e quindi non dannoso. Ciò che invece è dannosissimo è l’olio di silicone, il cui uso in chirurgia è proibito per legge.

Il gel di silicone può avere diverse densità: quello “classico” è morbido, di consistenza simile a quella delle mammelle di una donna adulta, c’è poi il gel coesivo, la cui consistenza è simile alle mammelle di un’adolescente. Se tagliamo a metà un protesi, le due parti restano compatte, come se tagliassimo un budino, per la caratteristica densità del gel, eliminando il rischio di migrazione .

L’involucro, oltre che liscio, può essere testurizzato, cioè la superficie esterna presenta rugosità, al fine di diminuire la possibilità di ispessimento della naturale capsula che si forma intorno alle protesi.

Per quanto riguarda la forma, ci sono protesi tonde e protesi anatomiche. Le tonde sono uniformemente convesse nella parte anteriore, contenenti un gel morbido che si sposta verso il basso in posizione eretta. Le anatomiche hanno il polo inferiore più proiettato, e contengono un gel più coesivo.

Tutte le protesi, sia rotonde sia anatomiche, possono essere ad alto o basso profilo, a seconda che si voglia realizzare una maggiore o minore proiezione in avanti della mammella. Tutte le tipologie di protesi presentano un’ampia scelta di volumi.

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Una risposta a “Protesi mammaria: tutto quel che bisogna sapere

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    Buonasera dott.ssa fiorella.mi chiamo Tina,vivo a milano,ho 55 anni ,sono una donna che o sempre cercato di mantenermi, e curarmi ,ma aimè penso di aver bisogno di un qualcosa in più ,avrei bisogno dei piccoli ritocchi, x alzare lo sguardo,diciamo una tiratina,sollevare un po le parti laterali delle guance, una gonfiatina delle labbra.posso sapere quanto mi verrebbe a costare? grazie!!buona serata, spero in una sua risposta.

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